Come avevo immaginato (e finanche auspicato, nella misura in cui potesse servire a fare chiarezza), il mio ultimo post in merito alla nuova disciplina sulle accise ha suscitato un vivo dibattito. Tra i diversi interventi, ho ricevuto in privato - e volentieri pubblico, con il suo consenso - quello di Josif Vezzoli di Birra Elvo.
Buongiorno Chiara,
ho letto il tuo ultimo post, e ammetto di aver provato sconforto nel vedere così tante posizioni allineate sul pessimismo; comprese alcune che mi portano a chiedermi se chi le ha espresse abbia letto il decreto con la dovuta attenzione.
Premetto che per noi la riduzione è
un inizio di giustizia non da poco, nel quale abbiamo creduto fin dal principio quando l'onorevole Gragnarli lo ha firmato; tanto più che, ricordiamolo, la richiesta di riduzione dell'accisa ci era pervenuta dall'Ue già nel '92.
Per aderire alla riduzione viene chiesto il registro delle materie
prime, che già teniamo essendo un’azienda che ha a cuore una
gestione del magazzino seria, moderna e precisa; il registro del mosto, che già teniamo; e il registro del condizionato, che già facciamo sul nostro gestionale interno e che comunque consiste in un foglio semplice sul quale annotare carico e scarico. Inoltre per chi, come noi, è sotto i 3000 ettolitri annui, l’unico
misuratore fiscale rimane il contalitri sul mosto: gli altri si adegueranno a mettere contalitri fiscali
sull’imbottigliamento e sulla linea fusti, ma stiamo parlando di una minoranza dei birrifici che accederanno a questa riduzione.
Io sono più che contento; e in previsione di questa riduzione abbiamo comprato la linea di
imbottigliamento e assunto una persona in più in produzione già da
gennaio aumentando i costi.
Grazie per lo spazio dato,
Josif Vezzoli
A mia volta ringrazio Josif per il suo contributo.
Il mio blog di avventure birrarie, descrizioni di birre, degustazioni, e notizie dal mondo della birra artigianale.
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mercoledì 12 giugno 2019
venerdì 26 febbraio 2016
Beer Attraction, parte terza: dalla laguna al Garda


Naturalmente quelli di cui avete letto sinora non sono tutti i birrifici che ho visitato a Rimini, ma soltanto una selezione basata su quelle che per me sono state le principali novità; ma è stato un piacere trovare o ritrovare nomi come Jeb, Mastino, La Fucina, Malastrana, Elvo, Brasserie de Bastogne e altri ancora. Il Beer Attraction, insomma, presterà pure il fianco alla critica di essere un baraccone un po' confusionario - rischio che del resto corre qualsiasi fiera -, ma rimane un luogo - almeno se lo si vuole - per fare incontri istruttivi e interessanti.
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giovedì 26 febbraio 2015
Beer Attraction, parte seconda: Tutto il fascino delle tedesche
No, non sto parlando delle procaci donnone capaci di servire un numero incredibile di boccali da litro in vetro pesantissimo all'Oktoberfest (l'unica spiegazione che mi sono saputa dare è che facciano con costanza sollevamento pesi); ma delle birre fatte secondo questo stile, quasi un credo religioso per il secondo birrificio che ho conosciuto, il Birra Elvo di Graglia (BI).
Fedeli a ciò che qualsiasi birraio vi confermerà, ossia che il punto di partenza per una buona birra è un buona acqua, l'Elvo usa unicamente l'acqua della fonte Lauretana (per gli intenditori: un'acqua particolarmente dolce e quindi adatta a produrre questo genere di birre, 0,44° f); e fedeli altresì a quella che è la tradizione germanica, rispetta il celebre Reinheitsgebot del 1516 - l'editto con cui Guglielmo IV di Baviera imponeva ai birrai di utilizzare solo ed unicamente l'acqua, l'orzo e il luppolo -, eccezion fatta naturalmente per la weizen (unica alta fermentazione nella loro produzione). Insomma, niente spezie né aromatizzazioni, ci ha tenuto ha precisare il birraio: qualsiasi sapore o aroma tu senta, è dato dal gioco del malto, del lievito e del luppolo.
Quest'anno a Unionbirrai l'Elvo ha ottenuto un primo posto per la sua Heller Bock e due secondi posti per la Schwarz e per la Weizen; ho però chiesto di assaggiare quella che consideravano la loro birra più rappresentativa, ossia la Pils. Mi sono trovata d'accordo con la descrizione sul fatto che all'aroma si notassero delle note dolci di miele - ma non ho messo miele, ha insistito il birraio -, caratteristica non comune nelle pils; per il resto la definirei una pils sì ordinaria - nel senso che non presenta alcun dettaglio particolare - ma estremamente pulita e fresca, con un finale ben luppolato su toni floreali piuttosto che erbacei. Insomma, se cercate "la pils" ben fatta e senza orpelli, questa può fare per voi.
Il birraio ha poi insistito per farmi assaggiare anche la Schwarz. Come mi sarei aspetatta da una bassa fermentazione, gli aromi ben decisi di malto tostato e caffè - con una punta di liquirizia - nascondevano un corpo meno robusto di quanto si potesse presagire; senza essere comuqnue evanescente, come a volte mi è capitato di notare nelle lager scure. Anche in questo caso dunque una birra che, pur non cercando di stupire, lascia soddisfatti per il suo equilibrio - nonché un piacevole tocco di caffè in bocca parecchio persistente.
Ultima annotazione: l'Elvo ha avviato una collaborazione con una pasticceria per produrre a Natale i panettoni con la Doppelbock, e a Pasqua le colombe con la Heller Bock. Che dire: se sono buone come il birrraio assicura, sarà una lunga Quaresima di attesa...


Il birraio ha poi insistito per farmi assaggiare anche la Schwarz. Come mi sarei aspetatta da una bassa fermentazione, gli aromi ben decisi di malto tostato e caffè - con una punta di liquirizia - nascondevano un corpo meno robusto di quanto si potesse presagire; senza essere comuqnue evanescente, come a volte mi è capitato di notare nelle lager scure. Anche in questo caso dunque una birra che, pur non cercando di stupire, lascia soddisfatti per il suo equilibrio - nonché un piacevole tocco di caffè in bocca parecchio persistente.
Ultima annotazione: l'Elvo ha avviato una collaborazione con una pasticceria per produrre a Natale i panettoni con la Doppelbock, e a Pasqua le colombe con la Heller Bock. Che dire: se sono buone come il birrraio assicura, sarà una lunga Quaresima di attesa...
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