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lunedì 4 luglio 2016

Un assaggio di White Riot

Veramente qualche recensione era uscita già in anticipo rispetto alla data del 1 luglio, quella prevista per il lancio in contemporanea in una quarantina di locali della White Riot - la nuova blanche agli agrumi del Birrificio del Ducato; e, se per scriverne anch'io qualche riga me la sono anch'io presa con comodo facendo passare il weekend, venerdì sera sono comunque passata in Brasserie a "timbrare il cartellino" per provarla anch'io.

Le aspettative erano quella di una blanche sui generis, e sono state confermate. All'aroma risalta molto bene il pompelmo, di cui viene infatti aggiunta la polpa; ma se la possente componente agrumata potrebbe far quasi pensare alle vivaci luppolature americane di alcune ipa, la White Riot non smentisce comunque la sua natura di blanche, con i profumi di coriandolo e spezie - anche i toni tipici del lievito da blanche non vengono coperti. In bocca è fresca e dissetante, grazie soprattutto alla componente agrumata e a quella acidula del cereale, ma il corpo - come d'ordinanza nel caso delle birre belghe - mantiene comunque un certo vigore; per chiudere poi - e questo è forse il passaggio che più si discosta dalle blanche canoniche - con un amaro netto e citrico in cui è di nuovo ben riconoscibile il pompelmo, che va a sposarsi con la componente amara del luppolo. Mi sono trovata a definirla sul momento "un incrocio tra una blanche e una ipa" riferendomi al genere di amaro finale; ma non credo sia un'espressione che rende giustizia, né che fosse quello che cercava il birraio Giovanni Campari nell'elaborare la ricetta. Non appare infatti come un percorso di ricerca che ha voluto andare ad ibridare stili, ma piuttosto sperimentare su uno stile consolidato come la blanche - al quale la descrizione di questa birra attribuisce il "preconcetto di frivolezza e facilità": personalmente ho bevuto blanche che se ne discostano, però questa è senz'altro una delle più originali che abbia trovato. E se c'è chi riesce "ridare dignità", per così dire, a birre tacciate di banalità, e sa farlo senza eccessi né "effetti speciali" me con eleganza e pulizia, ben venga.

domenica 4 maggio 2014

A tutta birra, parte seconda: tra canapa e pompelmo

Come già accennato, tra gli stand di "A tutta birra" c'era anche il ben noto Zahre: e lì ci ha accolti a braccia aperte Danila, per quanto fosse impegnata tra griglie e affettatrici. Come spesso accade, infatti, il birrificio e il prosciuttificio Wolf fanno squadra: e così come non abbinare un'affumicata al tipico speck, o una chiara pilsen al prosciutto crudo. Per l'occasione, poi, c'è stata anche l'innovazione della griglia: "La nuova salsiccia di Wolf, è spettacolare - ci ha anticipato entusiasta Danila -, aspettate che ve ne metto una sul fuoco con un po' di polenta...". Insomma, non ci si fa mancare niente.

In quanto a beveraggi, Enrico ha puntato sulla rossa Vienna, che rimane al di là di tutto la sua preferita; io invece, data la gola riarsa, ho optato per quella che trovo più dissetante, la Canapa. "Buona scelta - ha osservato Danila -, questa cotta l'abbiamo fatta con la canapa di Sauris, la nostra, è diversa dalle altre. Fammi sapere cosa ti sembra".

In effetti, già l'aroma era nettamente più agrumato del consueto: quasi non si sentiva il classico erbaceo che contraddistingue questa birra. Al gusto poi, lasciando a bocca aperta la povera Danila che non si sarebbe aspettata una simile trovata, ho sentito delle chiare note di pompelmo: vabbè, sarò pure l'unica che le percepisce, ma c'erano. E non ci stavano male, devo dire, perché la rendono molto più dissetante, senza nulla togliere poi - anzi, forse valorizzando - la persistenza amarognola. Insomma, l'ho trovata migliorata, e complimenti ai birrai - e alla canapa locale.

Ora attendo con ansia di assaggiare la Ipa: i primi test sono già usciti dai fermentatori, e sono pure stati collaudati - leggi: birrai e assaggiatori si sono fatti un'allegra bevuta, meritata dopo tante fatiche creative. Danila, Massimo, Slavica e compagnia, siete avvisati: mettetemi da parte una bottiglia che arrivo...