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martedì 1 dicembre 2015

Tutti i premiati del Luppolando


Tra gli homebrewers partecipanti c'era stata parecchia attesa: e finalmente lunedì 30 novembre al Samarcanda di Plaino si sono tenute le premiazioni del concorso Luppolando, quest'anno alla seconda edizione. Per la seconda volta ho avuto l'onore di far parte della giuria insieme al prof. Buiatti dell'università di Udine, e ai suoi collaboratori Paolo Passaghe e Stefano Bertoli: un'occasione sempre buona per imparare e confrontarsi, per quanto il più delle volte ci sia stata omogeneità nei giudizi e nei commenti fatti sulle birre valutate. Come spesso accade tra gli homebrewers, c'è stata una buona dose di sperimentazione: cosa magari delicata nel caso di un concorso, ma comunque un tratto distintivo di questo movimento di cui tenere conto anche nel giudicare.


Erano 23 le birre in concorso, e diversamente dello scorso anno non sono state le Ipa a farla da padrone: più gettonate di tutte sono state le Apa, a conferma del fatto che anche tra gli homebrewers le luppolature audaci stanno perdendo il loro fascino a favore di toni più sobri. Per il resto i concorrenti hanno spaziato dalle English Pale Ale, alle Tripel, alle Porter, alle Belgian Ale, alle birre di frumento nelle loro varie declinazioni.

Soltanto per le Apa è stato stilato un podio, mentre negli altri casi si è preferito ricorrere a menzioni in assenza o di un numero congruo di birre in concorso, o di almeno tre birre giudicate meritevoli di un riconoscimento. La medaglia di bronzo per le Apa è quindi andata a Dario Gerdol, quella d'argento ad Andrea Fracas e Michele Sambo – purtroppo ammalato, ma sono certa che il socio ha bevuto anche alla sua salute – e la medaglia d'oro a Fabrizio Gonano (nella foto). Presenti in forze quindi sia Accademia delle Birre che l'Associazione Homebrewers Fvg, che si dimostrano serbatoi di talenti nel mondo dell'homebrewing.

Stessa cosa può dirsi per un altro sia accademico che associato, Luca Dalla Torre (nella foto), che ai già numerosi riconoscimenti aggiunge la medaglia d'oro per la sua English Pale Ale; così come altro accademico e associato è Emiliano Santi, che ha ottenuto la menzione per la sua American Wheat.

Un'altra menzione anche per Andrea Fracas (nella foto) e Michele Sambo con la seconda birra che hanno portato al concorso, una black ipa – Cascadian dark ale, per la precisione ; e infine per Francesco Sordetti, che si è distinto per la sua Belgian Strong Dark Ale – uno stile meno diffuso tra gli homebrewers ma al quale, ha raccontato, si è appassionato proprio al Samarcanda con i consigli di Beppe.



Chiusa anche la seconda edizione, dunque, non resta che attendere la terza: per la quale Beppe ha già anticipato diverse novità, per cui l'invito agli homebrewers è a rimanere sintonizzati...

Grazie a Giuseppe Burello per le fotografie.

martedì 3 febbraio 2015

Il tocco dell'homebrewer

Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare ad una delle degustazioni riservate ai soci dell'Associazione homebrewers Fvg alla birreria Brasserie: fondamentalmente una serata pensata come incontro e confronto sui "piccoli capolavori" di ciascuno, facendoli assaggiare per riceverne un'opinione e fare tesoro di quella dei brassatori più navigati. Il tutto come sempre accompagnato da un piatto preparato da Matilde e Norberto, con una torta salata di ricotta e spinaci, assaggi di diversi tipi di formaggio e crocchette di patate.

Sono stati sei i "coraggiosi" che si sono messi in gioco; e al di là del fatto che tutti quanti si sono fatti onore - tutte birre di ottima qualità, senza difetti significativi se non quelli dovuti all'insufficiente maturazione in un paio di casi -, devo dire che una volta di più ho trovato che la nota distintiva dell'homebrewing sia la ricerca dell'originalità. A cominciare dalla prima, la weizen di Dario Gerdol (nella foto), dal peculiare aroma di banana conferito dal lievito; così come la Pale Ale di Luca Dalla Torre, con un profumo particolarmente intenso tra l'agrumato e l'erbaceo dato dai luppoli usati soltanto in aroma; o ancora la Belgian Strong Ale di Nicola Fiotti e del suo compagno brassatore - di cui, lo ammetto, non ricordo il nome -, dagli aromi dolci di liquore e di resina che si sprigionavano solo una volta "scaldato" bene il bicchiere; o l'Imperial Stout di Emiliano Santi e - anche qui non ricordo il nome, mi perdonerete -, in cui le note intense di cioccolato e di caffè si fondevano in modo encomiabile. Non era poi da meno la Real Ale di Walter Cainero, per quanto mi non abbia colpita altrettanto; e una nota di merito la riservo pure a Leopoldo che, pur essendo solo alla sua quarta birra da homebrewer, si è messo in gioco presentando delle bottiglie che, pur essendo fatte con il kit, evidenziavano comunque la volontà di incamminarsi con impegno su questa strada perché ha comunque cercato di utilizzare in maniera "personale" tutti i (pur esigui) margini di manovra che il preparato consente.

Alla votazione finale - fatta senza scopo di premiare, ma quasi a titolo di sondaggio - a raccogliere il maggior numero di voti è stato il "solito" Luca Dalla Torre: che ha scherzosamente rischiato una squalifica, perché "non puoi vincere sempre tu, almeno paga da bere". A sua giustificazione, c'è da dire in un certo senso l'aveva già fatto...