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lunedì 2 ottobre 2017

Piccoli homebrewers crescono

Al di là della discutibile citazione letteraria del titolo, è stata la prima che mi è venuta in mente nel descrivere il giudizio del concorso organizzato anche quest'anno dall'Associazione Homebrewers Fvg: perché, anche se quest'anno (a differenza dei precedenti) non ho potuto essere in giuria, ho comunque avuto modo di rendermi conto di come la qualità media delle birre in concorso fosse cresciuta. Assistendo al lavoro dei giudici - Severino Garlatti Costa del birrificio omonimo, Giulio Cristancig del Birrificio Campestre, Costantino Tosoratti e Alessandro Bilucaglia del birrificio Antica Contea -, ho visto come la grande maggioranza delle birre abbia ottenuto buoni punteggi, e come tra quelle salite sul podio sia andato in scena un vero e proprio "giudizio finale" con acceso dibattito - che ha alla fine portato alla scelta di assegnare due primi posti pari merito, nell'impossibilità di decidere quale tra le due fosse più meritevole. Una prova dunque di un miglioramento progressivo, segno che il movimento homebrewer in Regione è in crescita.

Venendo ai premiati, ad aggiudicarsi in quinto posto è stato Luca Dalla Torre con la sua Golden Ale, e il quarto Walter Cainero con una Pale Ale: due nomi noti all'interno dell'Associazione che hanno confermato la loro abilità, ma lasciando quest'anno spazio anche a nuovi arrivi - con i quali se la sono giocata sul filo del rasoio in quanto a punteggio. Al terzo posto si è infatti classificata la weizen di Giampaolo Pascolo (foto sopra), alla sua prima all grain; e ad arrivare primi sono stati Dario Caruso con una porter e Giulio Cervi e Riccardo Casarotto con una apa (qui accanto), anche loro di esperienza relativamente breve con l'homebrewing. Non si è trattato quindi di nomi noti che che hanno "calato" le loro performance (data la differenza di punteggio minima), ma piuttosto di nomi nuovi che hanno migliorato le loro, il che è un buon segno. Di nuovo complimenti a tutti, e un ringraziamento all'Associazione Homebrewers Fvg - che mi ha invitata a premiare, per quanto abbia dovuto declinare l'invito a giudicare - e alla birreria Brasserie che ha ospitato il concorso all'interno dei festeggiamenti per il 21mo anniversario dell'apertura, dal 27 al 30 settembre.

giovedì 15 dicembre 2016

Il Natale quando arriva arriva...anche per gli homebrewers

Il 14 dicembre si è tenuta, in quel della Brasserie di Tricesimo, la tradizionale cena natalizia dell'Associazione Homebrewers Fvg. Il sodalizio è ormai arrivato al terzo anno di vita; tre anni in cui i rapporti tra gli associati si sono senz'altro consolidati, rendendo questi incontri occasione non solo di confrontarsi sull'homebrewing in senso stretto, ma anche sull'arte brassicola in generale nonché di passare una serata tra amici. Il Natale che si avvicina è stato poi l'occasione per una piccola sfida a due tra birre invernali (uso il termine "invernali" nel senso che una delle due non era stata pensata come propriamente natalizia), che ha aggiunto un po' di sapore alla serata.

Ad essere onesti il "sapore" non mancava: la cucina della Brasserie si è fatta onore con gnocchi di semolino alla zucca e grana, polpette al sugo con la polenta, e torta alla crema e cioccolata - tutto buonissimo, applauso ai cuochi. E con la carne non stava male la prima delle birre giunte a singolar tenzone, la Red Ipa, dai profumi tostati e di frutti rossi; che, pur non contrastando troppo il sapore della carne dato il corpo relativamente scarico, non "moriva" però in bocca grazie al finale in cui tornavano sia la componente amara che quella di cereale. Decisamente equilibrata e delicata per una birra fatta in casa - c'è infatti da tener conto che gli homebrewers scontano più difficoltà dei birrifici nel "lavorare con precisione", ottenendo magari risultati sbilanciati.



La seconda, la birra di Natale, è invece andata perfettamente a braccetto con il dolce: profumi di cannella e cioccolato, un corpo robusto ma decisamente secco e beverino nonostante i suoi nove gradi, che man mano che la temperatura saliva rivelava sempre più le note tostate, di caffè e liquorose. Anche questa ha avuto il pregio di non "strafare" pur giocando con sapori molto forti, e di chiudere in maniera pulita. Alle votazioni - palesi, per alzata di mano - l'ha spuntata per un solo voto quest'ultima: e indovinate un po' chi erano gli autori, i pluripremiati Walter Cainero e Luca Dalla Torre. C'è da dire però che per l'autore della Red Ipa, Davide Bombardier, che si cimenta con l'homebrewing da meno di un anno, trovarsi praticamente alla pari con loro è un ottimo traguardo.




Ora l'associazione, forte della sua ottantina di iscritti, guarda al nuovo anno: e personalmente sono certa che con le sue inziative farà ancora parlare di sé.

martedì 3 febbraio 2015

Il tocco dell'homebrewer

Ieri sera ho avuto il piacere di partecipare ad una delle degustazioni riservate ai soci dell'Associazione homebrewers Fvg alla birreria Brasserie: fondamentalmente una serata pensata come incontro e confronto sui "piccoli capolavori" di ciascuno, facendoli assaggiare per riceverne un'opinione e fare tesoro di quella dei brassatori più navigati. Il tutto come sempre accompagnato da un piatto preparato da Matilde e Norberto, con una torta salata di ricotta e spinaci, assaggi di diversi tipi di formaggio e crocchette di patate.

Sono stati sei i "coraggiosi" che si sono messi in gioco; e al di là del fatto che tutti quanti si sono fatti onore - tutte birre di ottima qualità, senza difetti significativi se non quelli dovuti all'insufficiente maturazione in un paio di casi -, devo dire che una volta di più ho trovato che la nota distintiva dell'homebrewing sia la ricerca dell'originalità. A cominciare dalla prima, la weizen di Dario Gerdol (nella foto), dal peculiare aroma di banana conferito dal lievito; così come la Pale Ale di Luca Dalla Torre, con un profumo particolarmente intenso tra l'agrumato e l'erbaceo dato dai luppoli usati soltanto in aroma; o ancora la Belgian Strong Ale di Nicola Fiotti e del suo compagno brassatore - di cui, lo ammetto, non ricordo il nome -, dagli aromi dolci di liquore e di resina che si sprigionavano solo una volta "scaldato" bene il bicchiere; o l'Imperial Stout di Emiliano Santi e - anche qui non ricordo il nome, mi perdonerete -, in cui le note intense di cioccolato e di caffè si fondevano in modo encomiabile. Non era poi da meno la Real Ale di Walter Cainero, per quanto mi non abbia colpita altrettanto; e una nota di merito la riservo pure a Leopoldo che, pur essendo solo alla sua quarta birra da homebrewer, si è messo in gioco presentando delle bottiglie che, pur essendo fatte con il kit, evidenziavano comunque la volontà di incamminarsi con impegno su questa strada perché ha comunque cercato di utilizzare in maniera "personale" tutti i (pur esigui) margini di manovra che il preparato consente.

Alla votazione finale - fatta senza scopo di premiare, ma quasi a titolo di sondaggio - a raccogliere il maggior numero di voti è stato il "solito" Luca Dalla Torre: che ha scherzosamente rischiato una squalifica, perché "non puoi vincere sempre tu, almeno paga da bere". A sua giustificazione, c'è da dire in un certo senso l'aveva già fatto...

venerdì 9 gennaio 2015

La disfida delle birre di Natale

Date le feste in arrivo, non poteva mancare una serata dedicata alle birre di Natale: e l'occasione è arrivata il 22 dicembre, serata in cui alla Brasserie di Tricesimo si è tenuta la degustazione, giudizio e premiazione del primo concorso "Homebrewer Noel" organizzato dall'Associazione Homebrewers Fvg. Le birre in lizza erano soltanto sei, ma la cosa è stata probabilmente dovuta, più che alla scarsa volontà dei soci e degli organizzatori, alla giovinezza anagrafica dell'Associazione - poco più di un mese: fatti quattro conti sui tempi necessari alla maturazione della birra, di fatto soltanto chi avesse già avuto una cotta avviata a tale scopo prima della fondazione ha potuto partecipare. Poco male comunque: tenuto conto che il giudizio doveva tenersi in una sola serata nel giro di un paio d'ore, sei degustazioni erano più che sufficienti, grazie.


Ciascun socio, munito di regolamentare scheda di valutazione, ha così giudicato le birre dei compagni - e anche le proprie, nel caso dei concorrenti: un grande esercizio di onestà, dato che voglio credere siano stati corretti nel farlo. Essendo il genere "birra di Natale" definito solo in termini abbastanza generici - quali il grado alcolico elevato, lla presenza di spezie e il colore scuro - mi ha colpita la varietà del lavoro degli homebrewers: le sei birre presentate erano infatti molto diverse tra loro, segno che ciascuno aveva cercato il suo tocco di originalità. La prima, ad esempio, mi ha ricordato all'olfatto quasi un barley wine; mentre la terza presentava una luppolatura insolitamente pronunciata per una birra di questo genere, tanto da farmela sembrare quasi "fuori stile". Ad ogni modo, tutti lavori di buona qualità, senza difetti percepibili né sapori sbilanciati - rischio sempre presente quando si vuole sperimentare.

Alla fine, la giuria di è pronunciata: ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio è stato Luca Dalla Torre (nella foto) - già terzo classificato per la categoria delle Apa a Luppolando -, con la birra che ho trovato forse più rispondente all'idea canonica di "birra di Natale" - a conferma che il cassico non muore mai; secondo Davide Galiussi, che evidentemente è riuscito a stupire con i sapori forti - nominate una spezia, e non potete sbagliare: c'era; e terzo l'ormai noto Walter Cainero, primo classificato sia per le Ipa che per le Apa a Luppolando, nonché presidente dell'Associazione. Certo un concorso "interno" e quindi di dimensioni ridotte, ma che definirei ben riuscito soprattutto nell'intento di motivare i soci ad ulteriori iniziative future: se questa volta sono stati soltanto in sei ad osare, è verosimile che la prossima qualcun altro si unisca a loro, e che vengano apportati miglioramenti sotto il profilo organizzativo.

Un'ultima nota di merito va ai dolci preparati per la Brasserie dalla collaboratrice Sonia, serviti in abbinamento con le birre natalizie: una fetta di torta alle mele e cannella, una di pain d'épices - dagli originali aromi d'anice -, e una di gubana. Vabbè, si sa, quando si degusta e si giudica bisognerebbe evitare di accostare qualsiasi sapore che possa sovrapporsi a quello della birra: ma questa volta, credetemi, valeva davvero la pena di abbandonare i dogmi e abbandonarsi ad una fetta di queste bontà...

giovedì 20 novembre 2014

Piccoli brassatori per grandi birre


Chiedo perdono all'Associazione Homebrewers Fvg se ho plagiato il loro slogan per il titolo di questo post: ma è appunto questa la notizia, ossia la fondazione di questa associazione che intende riunire gli appassionati di homebrewing della regione - a quanto pare numerosi e che ci sanno pure fare, come hanno dimostrato concorsi quali "Luppolando" o la notevole mole di discussioni in materia che si svolge sulla pagina Facebook di Accademia delle Birre (e non a caso gli accademici erano presenti in buon numero).

A quanto pare, quindi, i tempi erano maturi per dare una veste istituzionale alla cosa: e così martedì 18 alla Brasserie di Tricesimo, che ha sostenuto la costituzione dell'associazione, il fondatore dell'Accademia delle Birre - nonché primo socio onorario - Paolo Erne ha tenuto a battesimo l'Associazione homebrewers Fvg, alla presenza di Severino Garlatti Costa appena rientrato dalla sua esperienza di giudice al Brussels Beer Challenge. Presidente è Walter Cainero, il pluripremiato homebrewer di "Luppolando": se da un lato si può obiettare che sono sempre gli stessi nomi a ritornare, dall'altro è la dimostrazione che una volta creato un circuito e una "massa critica" di appassionati questo rappresenta un humus fertile per concorsi, incontri, tavole rotonde, serate di degustazione e qualsiasi altra iniziativa, di cui possono beneficiare tutte le realtà del territorio.


Fa quasi sorridere che, come ha sottolineato Walter (a sinistra nella foto insieme a Paolo Erne), l'associazione sia nata quasi in controtendenza rispetto al gran fermento - letteralmente - che c'è in rete: tutto a scapito dell'incontrarsi di persona ed avere uno scambio di idee e informazioni più "genuino", oltre al fatto che di certo le birre non si possono assaggiare via Facebook. C'è da dire infatti che l'interesse per l'homebrewing è in crescita, ma per ora gli appassionati sono riuniti un maniera preponderante da forum e simili: io stessa, nello scrivere qualche tempo fa un post in merito, ho avuto le mie difficoltà a reperire informazioni. Senz'altro dare una veste anche istituzionale a questa passione aiuterà ad avere una maggiore presenza mediatica al di là di questi forum e pagine Facebook, che, pur essendo magari molto frequentati, hanno il limite di arrivare ai soli interessati. Un passo avanti dunque per promuovere non solo l'homebrewing, la sensibilizzazione più al largo per quanto riguarda il consumo "consapevole" (passatemi il termine) di birra artigianale.

Nella serata di apertura l'Associazione ha raccolto una trentina di adesioni, ma le iscrizioni sono ancora aperte: per completezza di informazione, concluido dicendo che chi volesse tesserarsi può ancora farlo contattando la Brasserie.

martedì 21 ottobre 2014

Brucia nella gola birra a sazietà, parte seconda

Eccomi dunque qui a soddisfare la curiosità di chi fosse rimasto sulle spine - magari nessuno...ma io ci spero sempre - in attesa di sapere come fosse finito il concorso per homebrewers "Luppolando" organizzato dalla birreria Samarcanda, e di cui avevo avuto l'onore e il privilegio di essere nella giuria. Come avevo annunciato nel precedente post, il 20 ottobre c'è stata la premiazione: in parte una sorpresa anche per me, in realtà, perché i nomi dei vincitori non mi erano tutti noti. Nel giudicare infatti avevamo deciso di usare un metodo "misto": assegnare delle "menzioni d'onore" per quelle tipologie di birra di cui erano arrivati troppi pochi esemplari per poter stilare una classifica - di blanche, ad esempio, ce n'era soltanto una - o che per qualche motivo di fossero distinte dalla massa, e scegliere invece un primo, secondo e terzo classificato per le Ipa e le Apa, con 7 e 8 esemplari rispettivamente. Mentre per le menzioni avevamo deciso la sera stessa, i conteggi matematici per la classifica erano stati rimandati ad un momento più tranquillo dato il tasso alcolemico verosimilmente al di sopra dello 0.5 - vabbè, ammettiamolo: Beppe aveva anche già affettato il salame di cervo, per cui a quel punto fogli e calcolatrice sono andati a farsi benedire. E così anche per me i nomi dei primi tre classificati sono stati una novità.

La serata si è aperta con una dotta quanto piacevole dissertazione del professor Buiatti a cui potremmo dare il titolo di "Udine, città della birra": pochi sanno che il capoluogo friulano aveva ben due birrifici in pieno centro, il Moretti e il Dormisch, oggi parte del gruppo Heineken e da tempo non più a Udine (il primo), e scomparso (il secondo). Di qui quella tradizione che ha portato Udine ad essere l'unico ateneo in Italia ad avere un corso dedicato specificatamente alla produzione della birra, con tanto di impianto sperimentale in piena attività. Dare esami dev'essere più piacevole che in altre facoltà, per quanto non meno impegnativo. Da lì siamo poi passati a consegnare le mezioni d'onore, con tanto di suspence iniziale: la prima, assegnata per la weizen, è infatti "caduta nel vuoto" in quanto gli autori Davide e Giovanni non erano presenti. Vabbè, si sono persi una bella serata in compagnia, sappiano comunque che l'attestato della loro menzione li aspetta. Meglio è andata la seconda, assegnata al - presente - Paolo Galizio (nella foto) per la sua kolsch; seguito da Emiliano Santi per la sua porter, Roberto Di Lenarda per la sua quadrupel in stile trappista con lievito recuperato dal fondo di una Rochefort e brett dall'abbazia di Orval, e Paolo De Candido per la neo battezzata FriulAle, con il 100% di malto friulano. Come vi avevo anticipato, insomma, le curiosità non mancavano.

Siamo poi entrati nel vivo con la premiazione delle tre Ipa: al terzo posto Emiliano Santi - "Non potevo dirti di aspettare qui dopo averti premiato per la porter sennò si capiva", ha scherzato Buiatti -, al secondo Paolo De Candido - idem come sopra -, e al primo Walter Cainero; per le Apa si è aggiudicato il terzo posto Luca Dalla Torre, mentre al secondo sono ricomparsi gli scomparsi Davide e Giovanni, e al primo - ohibò - Walter Cainero (che nella foto esibisce infatti entrambi gli attestati), che ha accolto la notizia con un "Ci dev'essere un errore". Che dire, evidentemente ci sa davvero fare, e non posso che augurare la miglior fortuna a questo metalmeccanico che per ora brassa nel tempo libero, ma potrebbe avere un futuro promettente nel settore.

Ora non resta che attendere l'uscita del bando del prossimo concorso, che Beppe e Raffaella hanno annunciato per il primo gennaio; da lì ci sarà poi tempo fino al 31 agosto per sbizzarrirsi con le proprie creazioni. Brassate, gente, brassate...