Come promesso al birrificio Campagnolo, ieri sera ho fatto il sacrificio di stappare la Refolo: una lager scura tra le ultime novità del birrificio di Muggia, anche in questo caso battezzata ispirandosi alla proverbiale ventosità della zona - "refolo" significa "raffica", termine del dialetto veneziano tuttora in uso in terra triestina. Diciamocelo: la lager scura è un genere un po' infido. Perché, avendo in virtù dei malti torrefatti molto in comune con la ben più nota cugina ad alta fermentazione stout - dal colore, alle note di tostato e di caffè -, rischia di deludere chi, molto banalmente, si aspettava una Guinness: facile quindi cadere nella critica "Buona, ma c'è qualcosa che non mi torna", dimenticandosi che si tratta di due generi diversi e quindi non direttamente confrontabili - per quanto, almeno a sentire Meni e la storia della sua Pirinat, si possa riuscire a confondere le acque, anzi le birre.
La Refolo, comunque, sicuramente non lascerebbe insoddisfatto nemmeno il più accanito estimatore della stout - schiuma a parte, dato che è a grana piuttosto grossa e di color cappuccino. All'aroma il tostato è intenso e deciso, e al palato il caffè la fa da padrone pur senza risultare squilibrato rispetto al tostato di cui sopra: non sfigurerebbbe affatto a fine pasto, al posto della tradizionale "tazzulella" (no, non sono napoletana, ma l'espressione mi è sempre stata simpatica). Interessanti anche i sentori di fave di cacao - mi ha ricordato quelle che ho mangiato "a km 0" in Guatemala, per cui sì, vi garantisco che quello è il sapore delle fave - che arrivano a chiudere, e lasciano quasi una punta di asprigno che comunque non persiste.
La definirei una birra che non cerca di stupire, ma piuttosto di cercare quell' "eccellenza all'interno del genere canonico" verso cui tanti birrai artigianali sembrano ormai tornare dopo periodi di sperimentazione più o meno audaci: e se non mi sbilancio nel dire che sia "eccellenza", avendo pochi termini di confronto in quanto a lager scure tra le birre che ho assaggiato, senza dubbio è una birra di ottima qualità e ben riuscita. E senz'altro consigliabile ai caffeinomani: probabilmente è più salutare una pinta di Refolo che tre o quattro espressi in una mattina...
Il mio blog di avventure birrarie, descrizioni di birre, degustazioni, e notizie dal mondo della birra artigianale.
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martedì 11 novembre 2014
giovedì 25 settembre 2014
Una rossa "tranquilla tranquilla"
Sempre al Festival di Fiume, dopo essere stata da Meni sono passata a salutare il fratelli Campagnolo - altra vecchia conoscenza che ho ritrovato con piacere. I quali nella loro generosità mi hanno gentilmente offerto una birra, offerta che ho in prima battuta declinato: no, grazie, devo guidare, da Meni ne ho già bevuta una e sono pure a stomaco vuoto. Ma dai, ha ribattuto Michele, almeno un assaggio di Bora Ciara, la nostra weizen; e qui è prontamente subentrato Angelo, con un "No, la weizen no, non ti ricordi che non le piace?". Devo dire che sono rimasta piacevolmente stupita: a stento me lo ricordavo io che la Bora Ciara non mi aveva entusiasmata, e vedere che se lo ricordava lui è stata una sopresa nonché una dimostrazione di attenzione verso operatori del settore, clienti e quanti altri si relazionano con i fratelli Campagnolo che ho molto apprezzato. Un atteggiamento dimostrato anche da Michele: semplicemente, a quanto pare, Angelo ha la memoria più lunga.
Questa attenzione, nel caso di Michele, a Fiume ha preso la forma del punto d'onore di non farmi andare via senza aver nemmeno assaggiato nulla: e così ha controproposto la Bora scura, "una rossa tranquilla tranquilla" che non avevo mai provato. "Dimmi tu quanta", ha gentilmente premesso prima di spinare: meno male, mi sono detta, sennò se domani mattina non ritroverò la patente nel portafogli non sarà perché me l'hanno rubata.
Mi chiedevo che cosa Michele intendesse con "tranquilla", dato che la gradazione acolica non è tra le più basse - 6 gradi; personalmente ho interpretato questa "tranquillità" col fatto di essere una birra che definirei "semplice", pur nella particolarità della farmentazione mista - la prima bassa nei tini, la seconda alta in bottiglia. Sia all'aroma che al corpo non presenta infatti note o sapori particolarmente intensi, armonizzando in maniera equilibrata i malti - monaco e pils - con i luppoli tedeschi: personalmente ho percepito dei tratti erbacei e tostati insieme all'ofatto e del leggero caramello nel corpo, ma appunto nulla che si imponga sul resto. Ne risulta quindi un birra di facile beva, anche grazie al finale abbastanza secco: e qui è partita un'interessante conversazione - tra il serio e il faceto, a dire il vero - sul tema "Quale birra berresti quando", concludendo che una birra come la Bora Scura, piacevole e senza troppi impegni, ci sta proprio bene una sera a cena, anche perché non andrebbe a sovrastare il sapore di eventuali abbinamenti.
E a proposito di scure, c'è ancora una bottiglia di Refolo - la nuova scura a bassa fermentazione di Campagnolo - che mi attende in cantina: se siete curiosi, come dicono gli inglesi, stay tuned...
Mi chiedevo che cosa Michele intendesse con "tranquilla", dato che la gradazione acolica non è tra le più basse - 6 gradi; personalmente ho interpretato questa "tranquillità" col fatto di essere una birra che definirei "semplice", pur nella particolarità della farmentazione mista - la prima bassa nei tini, la seconda alta in bottiglia. Sia all'aroma che al corpo non presenta infatti note o sapori particolarmente intensi, armonizzando in maniera equilibrata i malti - monaco e pils - con i luppoli tedeschi: personalmente ho percepito dei tratti erbacei e tostati insieme all'ofatto e del leggero caramello nel corpo, ma appunto nulla che si imponga sul resto. Ne risulta quindi un birra di facile beva, anche grazie al finale abbastanza secco: e qui è partita un'interessante conversazione - tra il serio e il faceto, a dire il vero - sul tema "Quale birra berresti quando", concludendo che una birra come la Bora Scura, piacevole e senza troppi impegni, ci sta proprio bene una sera a cena, anche perché non andrebbe a sovrastare il sapore di eventuali abbinamenti.
E a proposito di scure, c'è ancora una bottiglia di Refolo - la nuova scura a bassa fermentazione di Campagnolo - che mi attende in cantina: se siete curiosi, come dicono gli inglesi, stay tuned...
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