domenica 25 novembre 2018

Nuove aperture a Cividale: il birrificio Forum Iulii

Chi mi segue ricorderà Grana 40, beerfirm di cui ho scritto più volte; ed ora si è concretizzato il progetto di apertura del birrificio vero e proprio - battezzato Forum Iulii, dall'antico nome di Cividale del Friuli, dove ha sede. E' stato presentato alla stampa e agli addetti di settore il 22 novembre scorso, prima dell'inaugurazione del 25. Giusto per ricapitolare le puntate precedenti, il tutto è partito nel 2014 appunto con Grana 40, beerfirm nato da Emanuele Beltramini e Christian Drecogna e dalla loro esperienza di homebrewing; la compagine sociale si è poi allargata nel tempo fino a comprendere altri quattro soci - Michele Specogna, Michele Zeuli, Samira Dorbolò e Giovanni Dorbolò - rendendo possibile la rimessa a nuovo di un vecchio capannone del cividalese che diventa la sede per il birrificio. Anche in questo caso siamo quindi davanti ad un allargamento a soci finanziatori non birrai: una strada, come ho osservato in precedenti post, seguita da sempre più birrifici - a fronte di investimenti che, nella congiuntura attuale, diventano sempre più impegnativi non potendo semplicemente andare ad aggiungersi al novero dei tanti birrifici artigianali senza un solido progetto imprenditoriale. Nel caso di specie, poi, c'è stato anche un forte investimento anche sul fotovoltaico - 427,68 Kwp, stando ai dati forniti dal birrificio - che fornirà quindi energia rinnovabile agli impianti. Va ricordato infine che si tratta di un birrificio agricolo: l'orzo (biologico) viene prodotto in Molise e maltato da Farchioni, in Umbria, ma i progetti sono di avere produzione anche in Friuli nel prossimo futuro.


Al di là del quadro generale, la prima cosa che colpisce arrivando al Forum Iulii è la sala degustazione - con pareti vetrate che danno da un lato sul giardino esterno, dall'altro sulla sala cotta (10 hl di capacità): una sala elegante e curata, dagli arredi in legno ai divanetti, alle sedie. Insomma, un locale che vuole attirare anche per l'ambiente in sé e non solo per la birra (e la cucina, dato che ci sarà anche quella); e che, come ha concordato lo stesso Christian, vuole adattarsi anche ad occasioni formali. Il tutto comunque senza nessuna intenzione di attirare soltanto una clientela - appunto - formale: Emanuele ha espresso l'auspicio che questa sia una tap room "dallo stesso valore sociale che hanno i pub inglesi, dove si incontrano dopo il lavoro, il professionista così come l'operaio". Nel complesso, comunque, la sensazione che ho avuto è che la squadra di Forum Iulii intenda portare la birra in un genere di ambiente che - almeno a Cividale e dintorni - era sempre stato inteso per altre bevande, vino in primo luogo, lanciando in questo senso un segnale di differenziazione rispetto a molte tap room.

Sono sei al momento le birre a listino - quelle della linea Grana 40, che si rifanno (riviste) al precedente beerfirm, e la birra della casa che sarà distribuita soltanto lì: una Helles che ho avuto occasione di provare per l'evento, e che definirei classica e in stile, se non per la luppolatura un po' più accentuata in quanto a persistenza. A queste si aggiungeranno le birre della linea Forum Iulii, intesa per essere più "classica" - a complemento dell'altra, più "sperimentale" - e quelle di alcuni birrifici ospiti. In effetti si può dire che il denominatore comune di tutte le birre Grana 40 è l'uso "intenso" del luppolo - inteso non necessariamente in termini di quantità assoluta di luppolo utilizzato, ma del ruolo che questo occupa nel complesso degustativo: sempre molto profumate, dalla persistenza lunga e dall'amaro deciso - difficilmente troverete una birra che dia l'impressione di essere dolce, anche se a livello di Ibu non dovesse essere altissima.

Alla presentazione ho assaggiato nello specifico la session ipa Orbitale e la white ipa Carat. La prima esibisce un aroma su toni resinosi, ancor più che fruttati - pur percepibili; corpo molto snello pur concedendo una nota biscottata, prima di un finale di un amaro altrettanto resinoso, netto e molto persistente. La Carat, che vuol essere un incrocio tra una blanche e una ipa nella misura in cui contiene anche frumento, è comunque una ipa a tutti gli effetti: aromi agrumati del Citra - che comunque non coprono del tutto la componente del cereale -, corpo scorrevole e finale agrumato sempre molto intenso e persistente.


Per quanto già conoscessi le birre di Grana 40, questo - come ha giustamente osservato Emanuele - è un punto di partenza, non di arrivo - e non solo per l'azienda nel complesso ma anche per le birre nello specifico, dato che si tratta pur sempre di utilizzare un nuovo impianto e rivolgersi ad una clientela che verosimilmente non sarà esattamente la stessa del beerfirm: da questo punto di vista, non posso che fare i migliori auguri perché la squadra di Forum Iulii riesca a mettere a frutto al meglio gli sforzi compiuti sinora.

Si ringrazia Ismaele Michelotti per le foto.

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