giovedì 22 dicembre 2022

Un Natale nel segno delle Porter

 

Mi è capitato di recente di essere coinvolta da due birrifici – che ringrazio – nell’assaggio delle loro birre di Natale 2022: nella fattispecie il birrificio Dimont, con la Porter Gjan, e Birra di Naon, con la Angelica Porter. Caso ha voluto che si tratti, per l’appunto, in entrambi i casi di una Porter: il che non ha potuto non stimolarmi una riflessione. È vero sì che “birra di Natale” non è uno stile, ma semplicemente un’etichetta che viene messa ad una birra presentata appunto in occasione delle festività: storicamente birre di gradazione alcolica alta o medio-alta, corpose, calde e spesso speziate. Personalmente, la maggior parte delle birre natalizie in cui mi sono imbattuta sono robuste birre di ispirazione belga; e, per quanto riguarda gli stili d’Oltremanica, ho visto fondamentalmente Stout di notevole carattere e Strong Ale. Curioso quindi l’ingresso in contemporanea di due Porter, stile più “sobrio” – sia dal punto di vista del tenore alcolico che delle caratteristiche organolettiche – che sulla carta si presta meno a fare da birra di Natale.


Al di là delle ragioni che possono aver spinto i birrifici in questione a questa scelta (fondamentalmente la volontà di introdurre uno stile che non avevano in repertorio), non è difficile identificare due motivi per farla. La prima è che il mercato si sta “normalizzando”: sono finiti da un pezzo i tempi in cui, girando per locali, sembrava di vedere la gara a chi “la fa più strana”. Qualunque birraio conferma che alla lunga il pubblico ritorna su stili più classici, facilità di beva e gradazioni alcoliche più contenute. Requisiti a cui una Porter risponde assai meglio di una classica belga – giusto per rifarci alla famiglia stilistica più gettonata per le natalizie. Il secondo motivo, molto più banalmente, è che ha più senso investire su una birra che possa poi rimanere come birra fissa: e anche in questo senso una Porter, pur richiamando i mesi invernali (rimane forte anche solo l’associazione cromatica tra birre di colore più scuro e freddo all’esterno, caminetto, sapori caldi e quant’altro), non è disdegnabile nemmeno in altre stagioni – tutt’altro, se ben costruita può essere assai rinfrescante. Natale diventa così – com’è ovvio, direte voi – “solo” l’occasione per il lancio di una nuova birra.


Assaggiando le due birre in questione, entrambe di buona schiuma pannosa e persistente color nocciola a grana fine c’è da notare che – sempre casualmente – c’è anche dell’altro che le accomuna: in particolare la volontà di fare leva in un caso sulla luppolatura, nell’altro sull’aromatizzazione con semi di angelica delle Dolomiti friulane – in linea con la filosofia di Naon di mettere in ogni birra un ingrediente locale oltre all’orzo, prevalentemente una botanica –, per rendere ancor più fresca la bevuta. La Gjulit infatti si fa notare per aromi balsamici che accompagnano quelli tostati, e per un sapore analogo che chiude la bevuta dopo il tipico amaro da malto tostato; mentre la Angelica Porter gioca allo stesso modo con, per l’appunto, i semi di angelica. Per quanto la Gjulit sia più calda e avvolgente al palato rispetto alla Angelica, parliamo in entrambi i casi di corpi scorrevoli; e di birre dominate dai toni amaro-tostati di caffè, sebbene nella Gjulit facciano comunque sentire la loro presenza anche il cioccolato e la liquirizia – che rimangono invece appena percettibili nella Angelica. Entrambe di buona secchezza, mascherano bene il loro già non elevato gradi alcolico – 5,5 per la Gjulit e 6,5 per la Angelica. Nel complesso dunque birre fresche e bevibili, pur non lesinando sui toni un po’ più forti come sono appunto quelli tostati.


Concludo precisando che tendenzialmente non uso fare recensioni “comparative”, dato che non è mia intenzione in questa sede dare una valutazione su quale interpretazione dello stile Porter io trovi meglio riuscita tra le due; mi è sembrato tuttavia particolarmente curioso, e se vogliamo istruttivo, il fatto che mi siano capitate nello stesso momento due birre che si prestano così bene ad un confronto. Confronto che dà la conferma anche di una tendenza di mercato già nota, e che sta riguardando anche le birre tendenzialmente più “forti” come quelle presentate per Natale.


Buone feste!

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