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venerdì 8 agosto 2014

Dal mastro birraio al mastro gelataio

Il gelato alla birra non è una novità: diversi birrifici, gelaterie, fiere e manifestazioni di settore da tempo lo propongono e in diverse varianti, da quelle più semplici fatte con una birra "qualsiasi" - passatemi il termine -, a quelle più ricercate, come il gelato alla Seducente (una american ale) di Birra Camerini, o quelli che saranno proposti all'Expo della Birra Artigianale di Monastier il prossimo ottobre. A Udine, però, non mi era mai capitato di trovarlo: così non ho potuto resistere alla curiosità quando ho visto un tipico carretto dei gelati a Spirito di Birra, la manifestazione a cui ero stata qui a Udine il mese scorso (e che mi ha destato qualche perplessità, che si fosse perso il post clicchi qui). Come del resto è accaduto in tutti gli altri stand, però, la gentile ragazza che mi ha fatto assaggiare il gelato non è stata in grado di dirmi nulla di più: così - meglio tardi che mai, lo so - sono andata ad informarmi direttamente dal "mastro gelataio", Mario Zanitti della gelateria Gusto Antico, a pochi passi da casa mia.

C'è da dire, innanzitutto, che la gelateria in questione non è una gelateria qualunque: aderisce infatti al progetto "Artisti del gelato", una rete promossa da Agrimontana, che richiede agli aderenti dei precisi standard negli ingredienti utilizzati - in questo caso latte rigorosamente di pezzata rossa friulana, solo frutti di stagione e comunque prodotti naturali. Misure certo osservate sempre più spesso dalle gelaterie artigianali, ma che in questo caso vengono garantite dalla rete come marchio di qualità. Per cui nell'assaggiare sono andata fiduciosa, anche perché avevo già avuto modo di testare le creazioni di Mario rimanendone soddisfatta.

Che avesse usato una birra bionda, era intuibile sinb dalla prima cucchiaiata; il nostro gelataio ha però salvaguardato il "segreto industriale" - "Mica posso sbandierare la ricetta..."-, dicendo soltanto che si tratta di una bionda tedesca su base "ibrida" tra crema e sorbetto. Va bene, non me la prendo, capisco, anch'io probabilmente farei lo stesso. Coerentemente con il fatto che sia stata usata una birra di questo genere, il sapore non è particolarmente forte: "Ne ho usato un litro e mezzo per quattro kg di gelato, non si ubriacherebbe nemmeno un bambino" ha scherzato Mario. In effetti l'alcool non era percepibile, per quanto un leggero pizzicorino sulla lingua ci fosse.


Gusto Antico ha offerto questo gusto anche in negozio per tutta la durata della manifestazione e per alcuni giorni al seguito; "Ma poi l'ho tolto - ha spiegato Mario - perché, per quanto di curiosi che l'hanno provato ce ne siano stati parecchi, la gente alla fin fine vuole sempre la nocciola". I gusti classici, insomma, che non tramontano mai. In effetti, devo dire che mi trovo d'accordo: non l'avrei provato se non per curiosità, semplicemente perché, per quanto fosse buono, se ho voglia di una birra bevo una birra, e se ho voglia di un gelato mangio un gelato. Insomma, se passate da lì vi consiglierei piuttosto di provare i gusti di stagione, per apprezzare al meglio il lavoro del gelataio.

Ad ogni modo, una cosa la devo ammettere: dato che la curiosità comunque ormai è suscitata, attendo di provare i gelati dell'Expo di Monastier...


lunedì 21 luglio 2014

E' questo lo..."spirito" della birra artigianale?

Venerdì scorso sono stata alla serata inaugurale di "Spirito di Birra", una manifestazione - nella definizione degli organizzatori - "Birrogastronomica" che si tiene fino a questa sera in piazza Venerio qui a Udine. A promuoverla è la Pro Loco con il patrocinio dell'Ersa, riunendo birrifici come Valscura, Gjulia, Villa Chazil, Meni, Toz - per citarne alcuni che già conoscevo -, ad altri come Pharo e Malto d'Oro che non avevo mai avuto il piacere di provare: i numeri sembravano esserci tutti, per cui mi sono detta che sarebbe valsa la pena fare un giro.

Devo ammettere, però, che sin dal primo impatto sono rimasta abbastanza perplessa. Innanzitutto, basandosi sulle insegne poste ai gazebo non sempre c'era modo di capire che birra vi venisse servita: mi sono addirittura trovata ingenuamente a chiedere ad uno degli organizzatori se i birrifici si turnassero durante i giorni di manifestazione, dato che non vedevo i nomi di tutti quanti. Oserei dire che avevano quasi più visibilità gli stand gastronomici: certo assai ricchi - dalla frittura di calamari alla wienerschnitzel -, ma forse eccessivi in una manifestazione che si definisce in locandina "expo dei microbirrifici e delle birre artigianali".

Inoltre, mi ha lasciata altrettanto perplessa il fatto che nella serata di apertura non sia riuscita a parlare con nemmeno un mastro birraio: agli stand a cui ho chiesto informazioni sulle birre presentate, la risposta che ho sempre ricevuto è stata "Mi spiace, non ne so nulla, io sono qui solo a spinare, telefoni in birrificio". Sarò capitata nel momento sbagliato, per carità, e capisco che i mastri birrai non possano fisicamente essere sempre presenti: però almeno un'infarinatura a chi sta alle spine sarebbe necessaria in un - idem come sopra - "expo dei microbirrifici e delle birre artigianali".

Anche i commenti che ho raccolto dagli avventori sono stati più o meno tutti dello stesso tono: bella serata, buon cibo, ottima birra, ma più una sagra - che non ha nulla di male in sé, ma non è questo che credo volesse essere la manifestazione - che un'occasione per conoscere davvero i birrifici artigianali.

Voglio mettere in chiaro che non mi piace la critica fine a sé stessa che scade nella denigrazione; tanto più che, se davvero si vuole screditare qualcuno, la più grande condanna dal punto di vista mediatico è il silenzio. Mi piacerebbe però che una manifestazione che, grazie alla collaborazione tra due enti come Pro Loco ed Ersa, potrebbe davvero offrire una buona vetrina ai tanti birrifici artigianali di qualità della regione, davvero lo facesse nel migliore dei modi, senza rischiare di snaturare quella stessa realtà che vuole promuovere.